Storia 2018-03-31T15:48:43+00:00

L’insenatura della Vallugola è formata da due promontori che si allungano in mare dividendo il territorio di Gabicce da quello di Casteldimezzo.  Il Porto di Vallugola ricalca l’antico porto commerciale in uso già al tempo dei greci e che ebbe uno sviluppo costante, grazie alla prossimità con la via Flaminia, durante il periodo Romano fino al Rinascimento.

E’ facile intuire che, al tempo dei romani, la linea di costa era molto diversa dall’attuale ed il porto di Vallugola era una specie di fiordo in cui il mare penetrava assicurando la possibilità di un approdo sicuro per le navi. Conosciuta già dai tempi antichi, Vallugola doveva essere ben apprezzata dai naviganti che non perdevano mai di vista la costa e si rifornivano di acqua potabile proprio in questa insenatura.

I ritrovamenti di vasi attici del V secolo a.C. intorno al porto testimoniano che nel piccolo attracco approdavano navi elleniche che risalivano il mare Adriatico. A conferma che la zona era già nota al tempo dell’antica Grecia, un’epigrafe sopra la collina di Vallugola racconta dell’esistenza di un tempio dedicato a Giove Sereno, a protezione dei naviganti.

Le origini di Vallugola si intrecciano tra storia e leggenda, creando ancora più suggestione e fascino per questo luogo dall’incantevole bellezza naturalistica. Nel corso degli anni i reperti archeologici casualmente riportati alla luce impigliati nelle reti dei pescatori, o durante qualche immersione subacquea, hanno contribuito a rafforzare il mito della città sommersa di Valbruna. La leggenda, che si tramanda nella tradizione orale, narra che la città scomparsa sarebbe stata sommersa in seguito a una calamità naturale, facendo perdere la sua memoria nella storia.

Il porto ebbe maggiore importanza ed attrezzature dopo l’anno Mille, tanto che le controversie sorte per il possesso del promontorio tra ravennati e pesaresi, avevano come fine ultimo il controllo dello scalo di Vallugola.
Poiché il Porto di Pesaro, alla foce del fiume Foglia, è costantemente ricoperto da terra e sabbia, quello di Vallugola divenne porto ducale con tanto di capitano e di ufficiale che riscuoteva le gabelle. Si imbarcavano manufatti locali, fave, vasi ed otri pieni di vino, olio e graniglie, che provenivano dal ricco entroterra.
Quando i Della Rovere decisero di deviare il corso del fiume Foglia e di attivare nel 1614 il porto a Pesaro, Vallugola perse compiutamente di importanza.